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Rime della mia pena

Riflessioni

Giuseppe Mauro Maschiella

Poesia pubblicata il 28/06/2020 | 153 letture

Trovate una chitarra o
un’armonica per suonare
mentre una voce soave
canta una poesia d’amore.
L’ascoltino coloro che sognano
rime d’illusioni che sfuggono
e dimenticano rime
reali di vita e lacrime.

Parlatemi di un mare
navigato da barche
che non fanno rumore
e che tra i flutti non
ingoia innocenti creature.
Trovatemi chi ascolta
il pianto della sofferenza
dei bambini morti
nella totale indifferenza.
Cercatemi uomini
che su questa terra
hanno cuori nuovi
ripudiano la guerra
e gettano le armi ai rovi.

Datemi una pergamena
e vi scriverò
le rime della mia pena.
Le reciterò, calcherò la scena,
poi le poserò
su un cuscino di seta.
Lasciate che sia la mia poesia
anche di dolorosi temi completa.

Nota dell'autore:

«Penso che troppe siano le poesie scritte sull’amore, i sogni, le illusioni e che pochi poeti affrontino la realtà delle guerre, dei bambini che muoiono di fame. Un vero poeta deve essere anche un cronista del suo breve tempo che passa.»

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

Giuseppe Mauro Maschiella

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