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La ballata dell’amore intelligente

Uomini

claudio coppini

Poesia pubblicata il 08/03/2020 | 239 letture

Anche l’amore
al tempo del contagio
storcendo il naso,
fu pronto a ubbidire
alle linee guida nazionali.
Rispettare
la distanza di sicurezza
lavarsi le mani
indossare la mascherina,
insomma
attento a seguire
tutte le raccomandazioni
di radio
televisione
social
e giornali.

L’amore
standogli a cuore
il bene comune
era rispettoso
come non mai,
ma non voleva
rinunciare
a dare una mano
in un tempo
così particolare.
Così pensò
di farsi piccolopiccolo,
quasi ad assumere
la medesima dimensione
del virus.
Avendo ben chiaro
in mente e cuore
che il contatto spirituale,
non infetta,
al contrario
il contagio rigetta.
E pensava
e ripensava
a come avrebbe potuto fare
per trasformare
il suo abbraccio
a cui era stato fatto divieto
d’abbracciare
in qualcos’altro
che fosse alla gente
salutare.
Fu allora
che in accordo
con le confessioni religiose
la Protezione civile nazionale
e per tutto il tempo emergenziale,
venne presa una decisione
sensazionale.
Modificare
per la prima volta,
quel gesto umano
antico e circolare
in una preghiera
collettiva e trasversale.
"Ti invochiamo
a voce bassa
e cuore unanime
caro Direttore Generale,
affinché tu ci rivolga
la tua protezione
santa e speciale
che nega l’ ingresso
al morbo globale.
Con l’aggiunta
di una benedizione
eccezionale
che una volta
per tutte
ci apra all’amore
universale.

Sarà stato un sogno
al singolare, forse.
O non potrebbe essere
quel raggio
di luce resistente
che ci chiama
"Urbi et Orbi"
verso un risveglio
al plurale.
Obbligati
a restare a casa
poniamo nuova
attenzione
e con sguardo
microscopico
osserviamo le cose
da sotto la corona
del virus.
Noi
il pianeta
gli altri,
la vita,
solo se se siamo
in relazione vera
e inter connessi,
chissà
quanti cambiamenti
importanti
per il bene comune
potremo fare.

Lo sappiamo
che quaggiù sulla Terra,
il male
è più forte
del bene
ma forse
è meno resistente.
E aver chiuso
l’intelligenza umana
nel freezer
lasciandola
per tutto questo tempo
senza sentirne
la mancanza
è stata una follia.
Perché, sai che succede?!
Arriva un giorno
come è già successo,
che va via la corrente
non per pochi minuti
ma per diversi giorni
E il cervello
lasciato dentro freezer
si squaglia
si mescola
con tutto il resto.
E lo butti via.
Allora
ti accorgi
di cosa conta
ma è troppo tardi.
E della comodità
a gogò
che era il tuo mantra,
beh, ne faresti
volentieri a meno.

Prima che accada
il disastro.
Noi umani
scongeliamo
l’intelligenza dal freezer
e rimettiamola al suo posto.
Casomai
teniamola in funzione
pro attiva,
magari insieme allo spirito.
Avanti
diamoci una mossa
siamo ancora in tempo.
 
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