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Il vecchio contadino

Riflessioni

Giuseppe Mauro Maschiella

Poesia pubblicata il 10/09/2019 | 208 letture

Scende la sera,
alberi di nebbia velati,
la campagna si veste
di malinconia nei
campi appena arati.
Stanco, il passo lento,
vecchio, col viso spento,
il contadino torna
alla sua dimora,
quattro cadenti mura.
Una frugale cena,
poi la moglie sgrana
i suoi ricordi
bagnati di pena.
Lui con lo sguardo
cadente oltre la
curva di ricordi lontani,
senza una speranza
che lo rincuori,
solo un fuoco che
scalda le mani.

Una lacrima nel suo volto
e rabbia mentre
scorrono immagini
di tempi lontani
in cui affrontò i padroni
sventolando una
rossa bandiera,
icona della miseria
operaia e contadina.
Lottò per la sua dignità
o forse per un motivo
che sa di libertà di librarsi
e di sentirsi vivo.
Sconfitto ma non
domato è restato
nella sua misera vita
un anno dopo l’altro
freddo, caldo,
cieli blu e fatica.

Ci sono strade che
parlano ed
hanno memoria,
che senza avere la bocca
raccontano storia.
Son quelle strade
che dirigono alle vecchie
fabbriche ed agli orti,
che conservano intatte
le figure di tanti volti,
volti di gente
a cui la vita non dette niente,
ma che lottarono sempre.
Tempi passati, ideali smarriti,
ma noi, noi oggi
cosa facciamo?
Pur sottomessi
noi non lottiamo.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

Giuseppe Mauro Maschiella

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