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Il pianto dei bambini

Riflessioni

Giuseppe Mauro Maschiella

Poesia pubblicata il 18/05/2019 | 116 letture

Nessuno aveva chiesto il tuo
permesso per venire al mondo.
Dopo nove mesi, il tuo
primo disperato pianto
apre i tuoi polmoni e con
il respiro inizia la tua vita
sempre accompagnata
da quel pianto
e da quel respiro
che cesserà un giorno.
E’ così per tutti
i neonati del mondo.
E allora bimbo innocente
cresci e sogna finché dura,
che la vita sarà un bel
sogno che si avvera,
pieno d’amore
di purezza, di innocenza,
ma con i tuoi sogni più
belli non potrai cambiare
la realtà dell’esistenza.

Babbi natale, befane, gnomi,
orchi, cavoli, cicogne!
Gli adulti cercheranno di abituarti
sin da piccolo a bere
piccole e grandi menzogne.
Ti imporrano la religione
e le regole della tua società,
altri guarderanno il
colore della tua pelle
e conoscerai l’odio
razziale, la diversità.
Ti ruberanno tutto:
i sogni, la fiducia, lo sguardo,
l’innocenza, l’intimità.
Ti ruberanno idee e
pensieri, bugie e verità.
Ti ruberanno il cuore
che batte inutilmente per amore.
Ti ruberanno la libertà e la pace,
dovrebbero rubare le guerre!

Ma come si fa a rubare,
in maniera furtiva, senza
alcuna dignità, la speranza?
Il rispetto, l’amore verso tutti
quei bambini abbandonati
che calpestano la terra
e urlano la loro presenza?
Si dice che i bambini sono
il futuro del mondo,
la speranza dell’umanità.
Allora perché si elimina il
futuro di tanti, troppi
bambini ignari ed indifesi
che vengono maltrattati,
abbandonati, affamati
torturati, violentati,
uccisi senza pietà?
Creatore del cielo e della terra,
ti avevo chiesto di eliminare
disuguaglianze e torti,
la fame dei bimbi, ed infatti
quelli che avevano fame
son quasi tutti morti.

Dicono che i ricordi di tutta
la vita ti passano davanti
agli occhi prima di morire,
penso che un solo ricordo
passa davanti agli occhi di
un bambino che di fame
o di guerra muore.
Il suo primo pianto
seguito da quel respiro,
perché la sua vita
finisce con quel pianto,
che gli ha dato il primo respiro
e che poi l’ha portato all’ultimo sospiro.

Nota dell'autore:

«I bambini che dovrebbero essere il futuro dell’umanità, essendo gli esseri più deboli, subiscono condizionamenti, sono maltrattati, violentati, uccisi dalle guerre e dalla fame, muoiono per la cupidigia e l’indifferenza degli adulti.»

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

Giuseppe Mauro Maschiella

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