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Città aperta

Sociale

Enea

Poesia pubblicata il 13/05/2019 | 288 letture

E’ una sera d’estate, le stelle brillano
nel firmamento, mentre l’orologio del
campanile scandisce il tempo col suo
ticchettio.

L’aurora è sorta ad oriente, e illumina
la città che si è svegliata dal sonno
della notte.

Col risplendere del sole, le commesse
hanno aperto i negozi e preso i loro
posti, mentre la città ha ripreso il suo
ritmo quotidiano.

Un vociferare di voci s’ode per le strade
e nelle piazze, e nessuno s’accorge tra
sospiri e affanni, ciò che accade tra le
persone che fanno fatica ad arrivare
alla fine mese.

Tu città aperta, sei lo specchio dei cittadini,
offrì ristoro hai diseredati, e accogli a braccia
aperte i profughi e i senzatetto che fuggono
dalla guerra e dalla miseria.

Vorresti vederli tutti felici, ma la felicità è un
sogno, e i sogni i più delle volte rimangono
nel cassetto.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

Enea

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