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Importante spiritualità

Introspezione

Eva Peddio

Poesia pubblicata il 03/03/2019 | 499 letture

Com’è stato vicino il mio corpo
al tuo quel giorno.
La paura mangiava ancora le mie unghie
intrise di un amore sbagliato

Non soffocare seppur senza scordare.

Questo dettava la legge di conversione dell’amore
scritta su un foglio bianco.

Meglio ancora, su un letto comodo di primavera,
nudi noi due,
col profumo di passato intorno.

Il desiderio si appagava stanco di aspettare.

La sera sedeva su noi,
dispensava tramonti orizzonti e albe
velate di nuovo.
La paura si spegneva nell’estasi di che mi donavi
fatta solo di corpo e materia con
la mente bella
rivolta alla spiritualità.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

Eva Peddio

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