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La genesi

Natura

gabriele vacca

Poesia pubblicata il 13/01/2019 | 239 letture

Nei tempi più remoti
allorché si formava
il sistema solare
per l’effetto di impatti
e conseguenti fusioni
lo spazio era gremito
di frammenti rocciosi
e astrali residuati.

Quando venne creata
la struttura terrestre
non era così grande
come si nota adesso
e facendo un confronto
era un terzo soltanto:
ancor non esisteva
atmosfera alcuna
senza forma di vita
com’è adesso la luna.

Per svariate cagioni
il sole era carente
di termica energia
e i raggi rifletteva
inefficacemente
anche a scarsa gittata:
ma col tempo aumentava
la sua temperatura.

Lo spazio era gremito
di tanti pianetini
di asteroidi e frammenti
e di macigni erranti
residuati ferrosi
del sistema solare
che col loro vagare
si schiantavano a terra
facendo sviluppare
le rocce della sierra
e il corpo squilibrato
prendeva forma di sfera.

Ma l’evento più grande
che aveva trasformato
il tormentato pianeta
si era verificato
con il violento impatto
di un asteroide gigante
di dimensione imponente
come il pianeta Marte.

Lo scontro fu cocente
e frantumò nell’impatto
macigni e minerali:
il calore scottante
fuse i vari metalli
in magma liquefatto
e al centro della terra
veniva sprofondato:
cosi nasceva il nucleo
protetto dal mantello
dallo strato vischioso
e dalla crosta a placche
che mutavan l’aspetto
dell’immenso modello.

L’umidità portata
da meteore in arrivo
subito evaporava
tutt’attorno alla sfera
spandendosi nel vuoto:
mentre il tempo scorreva
il globo si sfreddava
e il guscio rassodava.

La terra era ingrossata
ma ancora troppo molle
ed ancora scottante
per gli impatti subiti:
ma è di nuovo assalita
da meteore di ghiaccio
che si sciolgono al suolo
raffreddando la crosta
e plasmando la faccia
del pianeta che brucia.

Il vapore dell’acqua
che stagnava sospeso
ricadeva sul suolo
sotto forma di pioggia
e formava il bacino
denominato mare.
La Tettonica a placche
spostandosi perenne
faceva sviluppare
l’attività vulcanica
che sovente eruttava
molecole gassose.

I sali minerali
sciolti in acqua marina
venivano assorbiti
dal vapore dell’acqua:
l’anidride e l’azoto
si fusero al contatto
colmando d’aria pura
tutta l’atmosfera.
Si ritiene oltretutto
che i frammenti sfuggiti
nell’ impatto brutale
si sian poi radunati
su una sede opportuna
adiacente alla terra
e si unirono a sfera
dando luogo alla luna.

Vi son varie oppinioni
della genesi pura
e svariate versioni
di chi ha tanta cultura:
alte e basse pressioni
il gelo e la calura
le folgori ed i tuoni
di una nuvola oscura:
impetuose eruzioni
generate in altura
e devastanti alluvioni
da destare paura:
non son certo illusioni
è vicenda sicura
sono derivazioni
della sovrana natura.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

gabriele vacca

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