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Io Dio e l'altro

Satira

gabriele vacca

Poesia pubblicata il 15/06/2017 | 108 letture

Perché m'hai fatto piccoletto?
je disse un po' scocciato:
non solo per l'aspetto
ma un poco più allungato
potevo fare lo scherzetto
al presuntuoso emancipato
e avrei giocato scorretto
con lo sbruffone sgarbato:
invece m'hai fatto sto dispetto
lasciando il desio insoddisfatto
e rimediare devo a sto difetto
usando l'altre doti che m'hai dato.

Avrei potuto far bella figura
quando mi trovo tra la folla
rischiando d'asfissia dalla calura:
e mi devo allungar come una molla
per menare l naso all'aria pura
specie se non vedo una cipolla.

Perché m'agguardi storto?
t'ho chiesto solamente
perché m'hai fatto corto:
e quasi indifferente
m'hai fatto questo torto
del fisico carente:
forse che t'eri accorto
ch'ero troppo invadente?
e già vedevi insorto
lo spirito impaziente?
che sono un po' bistorto
sembra quasi evidente
per questo non sopporto
il dilemma esistente
e spesso mi comporto
in modo indisponente.

Se abbadi alla sostanza
non badare all'aspetto:
non è per noncuranza
e manco per dispetto
che respinsi l'istanza
di rivedere il progetto:
ma per l'intolleranza
a un piccolo difetto:
"t'avessi dato prestanza
da campione perfetto
avresti fatto mattanza
in modo molto scorretto".

t'avessi fatto robusto
e allungato la stazza
saresti stato un fusto
con la migliore corazza:
e avresti preso gusto
a menar di ramazza
il cattivo e l'ingiusto:
sterminando una razza
che faceva trambusto
agitando la mazza.

per questo t'ho fatto piccoletto
pur se in natura, perfetto:
e quando ti giri con sospetto
alzando la visiera del berretto
cerca di non essere scorretto
e non mancare di rispetto:
quindi non avvampare e sta quieto
e non curarti troppo dell'aspetto
ma sfrutta piuttosto l'intelletto
e ringrazia di essere maschietto.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

gabriele vacca

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