Portfolio poetico

Sito di poesia: pubblicare poesie su Internet

Archivio poesie:

Gli autori:




Conversazione 3 (homo homini lupus)

Sociale

Filippo Di Lella

Poesia pubblicata il 06/06/2017 | 800 letture

Ecco gli uomini:
sanguinano alla stessa maniera se li colpisci,
muoiono allo stesso modo se li ferisci,
amano allo stesso modo e si sbronzano,
allo stesso modo.

Ecco gli uomini:
hanno colori, nomi,
paesi e parole differenti,
hanno odori e modi differenti
e dei diversi tutti arroganti,
allo stesso modo.

Ecco gli uomini:
così superbi nei loro verbi,
inarrivabili coi loro fucili,
intelligenti con le loro bombe,
cosi... belli con le loro...
Mine!

Ecco gli uomini:
sangue, arti,
gambe e braccia e cuori che esplodono
allo stesso modo e frammenti
e dottori che ricuciono ciò che possono.

Ecco gli uomini:
senza pietà, compassionevoli,
governi!
Armi e trombe gialle
e tombe.
Tombe.

Madre, ti prego non farmi uomo,
ché d'assolvere al mio dovere non ho voglia.

Alcuna.

Madre,
bare urlanti di misfatti,
ecco l'uomo, madre:
generazione abbietta di furfanti.

Ma tu, madre,
uomo mi facesti,
ingrata del mio sorriso infante
e pubere e d'adolescente
e dei bei cuori disegnati alle pareti
e colombe,
madre, tu! Assassina!
Uomo mi facesti, ingrata,
e giovinetto conobbi l'armi
e 'l dovere mio d'ammazzare e squartare e vincere,
maaaadreee!
La notte si squarcerebbe ora,
un lampo a squarciagola e le parole,
le parole,
fucili e sangue e gambe rotte.

Ecco gli uomini:
Intelligenti con le loro bombe,
geniali nei loro attacchi,
inarrestabili mine e colore rosso...

Madre,
che stupido uomo sono io?
D'uccidere non ho voglia l'uomo mio pari e mio nemico,
trasformato per passione in arma
e lacrime e bastone.

Ma il vento non si spaventa mai, nemmeno un po'.

Perciò,
madre,
toglimi dal mondo e, grata,
ricorda i miei vestiti di pargolo con quel sorriso infante
e cancellami affinché non via sia più ciò che più vedo chiaramente:
L'uomo.

E tornami ragazzo a guadagnar danaro per pagnotte,
e tornami ragazzo a suonar canzoni a finestre care,
e amori e masturbazioni,
e tornami ragazzo a cogliere ciliegie e more e a scannar maiali.

Ma quel ragazzo perlopiù è partito
e acciocché permanga meglio sua memoria
convien di baionetta calar la mano, non per scelta.

Ecco gli uomini:
in bische e bordelli quando vien la pace,
stesi a tirar pavé o a scomodare pance o,
ancora,
a cercare amore e labbra rosse per vivere da Uomo.
 
<< SuccessivaPrecedente >>
<< Successiva di Filippo Di LellaPrecedente di Filippo Di Lella >>
 

Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

Filippo Di Lella

Ha scritto anche…

Ultime poesie pubblicate:

La più letta…

Pubblica in…

Ha una biografia…

Filippo Di Lella Leggi la biografia di questo autore!




Poesie più recenti: