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Riflessioni

Paolo Delladio

Poesia pubblicata il 11/04/2017 | 574 letture

Ti ricordo elegante,
affascinante, in nero lucente,
di una luminosità irresistibile,
talvolta timido, attaccato al muro,
una presenza discreta ma esclusiva,
te ne stavi in un angolo, all'ingresso
in quel corridoio lungo e buio,
il tuo squillo era inconfondibile,
un richiamo unico, impeccabile,
capivo quando mi desideravi,
quando volevi che ti ascoltassi, che ti parlassi,
percepivo le tue forme bombate, armoniose, curve,
gli angoli smussati e arrotondati,
volevi comunque mantenere le distanze,
non ti concedevi mai tutto ma solo in parte,
con quella propaggine, cornetta,
incutevi rispetto e suggerivi parole,
ora ti ritrovo squadrato,
senza personalità, banale,
confuso fra radio e computer,
abbandonato in un taschino,
o semplicemente su un tavolino,
vuoi rassicurarmi ma mi susciti ansia.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

Paolo Delladio

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