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Imperatum

Riflessioni

giuseppe bonanno pix promenade

Poesia pubblicata il 31/08/2015 | 963 letture

Respiro un'aria
quasi maledetta
che brucia il petto
e grida per vendetta.

Soffoca piano
ogni attimo di voce
il lato oscuro
una prigione senza pace.

Voglio pensare
o arrendermi per sempre
chiudere gli occhi
o stare tra la gente.

Vendicarmi
fare il mendicante
gettare armi
il grido di un passante.

La mia coscienza
a volte irriverita
porge la mano
e accetta un'altra sfida.

Voglio saltare
legarmi ad un lampione
nascere uomo
senza una prigione.

La mia condanna
è un'arma sociale
intanto bevo
e asciugo il mio pugnale.

Faccio festa
mi sballo da sempre
una protesta
per tutta questa gente.

Falsi Dei
miti e moralisti
intanto prego
e ammazzano i buddisti.

Guardo gli altri
parlano ancora
qualcuno grida
il cielo si scolora.

Passa una suora
il segno della croce
invoca Dio
e dice non mi piace.

Mi guarda fissa
la vedo come il Duce
la dittatura
con me non ha la voce.

La libertà
è stata una conquista
siam tutti schiavi
o ciechi senza vista.

Ogni giorno
ripeto cosa fare
seguo il TG
catastrofe ambientale.

Ma dove sono
ho perso il paradiso
colpa di Adamo
ma Caino chi l'ha ucciso.

Questo è il paese
di tutta l'altra gente
non so chi sia
nemmeno il Presidente.

Ci sono popoli
razze sociali
meno male
che siamo tutti uguali.

Ne ho visto uno
vicino alla stazione
vendeva fumo
in preda all'ovazione.

Vendeva sballo
vendeva alla gente
la compassione
che non gli dice niente.

Intanto parlo
continuo a camminare
avanti a me
un vagabondo sociale.

Nel bel Paese
ha deciso di soffrire
con la sua croce
uno straniero può partire.

Invece lui
ha smesso di parlare
per terra in chiesa
bussa per mangiare.

Intanto prego
perché lo fanno gli altri
bevo con gli occhi
e fumo dei petardi.

Se questo è l'uomo
del terzo millennio
divento prete chiudo
gli occhi e faccio un segno.

Con la croce
mille le battaglie
la guerra Santa Inquisizione
e tante balle.

La verità
è che lui non voleva
bisogna amarci
dentro un'unica bandiera.

Dico a te
alle leggi sociali
alza i tacchi
e indossa gli stivali.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

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