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Come il vento

Introspezione

Paride Giangiacomi

Poesia pubblicata il 01/10/2014 | 1180 letture

Passeggio per i vicoli della mia città
Col naso all’insù,
con l’orecchio teso
a carpire i suoni,
a memorizzare i colori;

assaporo i rumori,
la piacevole sinfonia del vento
che perquisisce, pudicamente,
i Landroni, la Torre della Rotonda,
lo Sperone, le mura invincibili
che pur lasciandosi accarezzare
timidamente, ma con fierezza
arrossiscono al sole del tramonto.

Di tanto in tanto
riscopro una via, una piazza, un vicolo
e me ne ricolmo i sensi,
cerco di imbrigliare il vento
per farmelo amico,
per divenire suo compagno di viaggio,
per conoscere il suo destino,
per scoprire dove va a morire
al termine del suo peregrinare
così come vorrei conoscere il mio...

e rinascere, quasi come un primo refolo di vento,
sbarazzino,
che bisbiglia filastrocche buffe
ai portoni, alle finestre, ai tetti della mia città...

Nota dell'autore:

«Corinaldo vanta la cinta muraria meglio conservata delle Marche, diversi tratti risalenti all'anno 1367; al calar del sole, il mattone arrossisce al tramonto, donando un aspetto meraviglioso e caldo; a volte succede che il vento impertinente lambisce e accarezzi le mura, una volta pressoché inviolabili.»

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

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