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Venerdì sera

Riflessioni

Emilio Fabris

Poesia pubblicata il 13/11/2011 | 2208 letture

Ho sentito,
Venerdì sera,
uno scrittore,
ma io lo chiamerei,
si, diamine,
scrivano,
che satollo e rubizzo,
si beava,
fiero pavone,
del premio assegnato.

Sul palco, godeva,
povero cristo,
con la giuria,
di poveri cristi,
che, compiaciuti beoti,
elogiavano,
cotanto talento.

Ma io no,
caro scrivano,
e anzi, in cuor mio,
confido che Hermes
ti raggiunga lesto,
sui suoi sandali alati,
e il suo falcetto affilato,
recida,
le deboli trame,
del tuo inutile
opuscolo.
 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

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